Conferenze

Noi e le storie 2026. Indagare il passato, capire il presente con il Patrocinio dell’Università di Trento.

La dissoluzione dell’Impero asburgico e le manipolazioni della storia

Date: martedì 27 ottobre 2026
Inizio: 16:30
Fine: 18:00


“La dissoluzione dell’Impero asburgico e le manipolazioni della storia “

Hans Heiss dialoga con Marco Bellabarba, autore di Un mondo già di ieri. Storici, diplomatici, giornalisti e la dissoluzione dell’impero asburgico, Bologna, il Mulino, 2026.

Siamo abituati a pensare che la fine dell’Impero asburgico (o forse sarebbe meglio dire la duplice monarchia asburgica) fosse “inevitabile” a causa delle molte tensioni etnico-nazionali che la attraversavano da decenni. Eppure, fino a pochi mesi prima della fine del conflitto i diplomatici dell’Intesa, le potenze avversarie degli Imperi centrali, dubitavano che una pace fondata solo sul principio di nazionalità fosse la soluzione migliore. Perché dunque si passò in breve tempo dall’idea di conservare l’Impero al sostegno a quella di sostituirlo con nuovi stati nazionali?

Per rispondere a questa domanda il libro ricostruisce le biografie di alcuni intellettuali inglesi (Robert William Seton-Watson, Henry Wickham Steed, Lewis B. Namier, per citare i più famosi) che accreditati a Londra (e non solo) come gli esperti migliori della politica asburgica lavorarono sul passato austro-ungherese per trovarvi le premesse di una decadenza dettata da motivi politici incontestabili.

Immersi profondamente nel dibattito politico del tempo, questi storici furono tra tutti gli intellettuali i più attivi nel mettersi al servizio della propaganda di guerra: scrissero sui giornali, tennero conferenze, fondarono riviste e alla fine vennero reclutati dall’intelligence britannica. L’ “uso pubblico” che essi fecero dei loro studi, e la convinzione che la storia fosse un materiale indispensabile nel dirigere l’azione politica, influì decisamente sulle scelte diplomatiche dell’Intesa.

Nel 1919, durante le trattative di Parigi, le opzioni adombrate nei loro scritti divennero realtà; le conseguenze drammatiche di questa scelta non tardarono ad emergere nell’immediato dopoguerra. Ci furono però alcuni intellettuali asburgici che presagendo quale terribile ondata di violenze sarebbe scaturita dalla dissoluzione dell’Impero lottarono fino all’ultimo per tenerlo in vita; anche alle loro biografie il libro dedica molte pagine.

EB